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Lingua corsa
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Lingua corsa

Il corso (o corsu per i locali) è una lingua di derivazione romanza, distinto in due ceppi, quello di <<Cismonte>> (al di qua dei monti), e di <<Pumonti>> (al di qua dei monti).  Il dialetto del nord-est è più armonioso, mentre quello del sud-ovest possiede una pronuncia più marcata.

La lingua ufficiale è il francese, ma il còrso è classificato come una lingua autonoma ed oggi l’insegnamento della lingua locale è obbligatorio in tutte le scuole pubbliche, diventando un pilastro tra i valori fondamentali della cultura corsa e un forte simbolo del movimento nazionalista locale.

Essa è strettamente legata ai dialetti italiani come il toscano (del quale ha conservato in particolare diverse caratteristiche dell’epoca medioevale) e, in misura minore, alla lingua genovese (a Bonifacio) per via dell’influenza dei 5 secoli di dominazione genovese.

L'affinità fra italiano e còrso è addirittura maggiore rispetto a quella che c'è fra l'italiano e i dialetti italiani stessi, poiché sono molto simili e generalmente non si dovrebbero incontrare problemi nel comprenderla. Non si hanno, però, molte notizie su quale sia l’antenato della lingua corsa. Dopo la caduta dell'Impero Romano e la formazione dei primi dialetti volgari, dovuti all’influenza delle invasioni barbariche la situazione muta dall'XI secolo, specie nella parte settentrionale dell'isola, che entra in contatto diretto con i dialetti toscani (pisano in particolare), favoriti dalla notevole vicinanza geografica.

Dal XIII al XVIII secolo sono i genovesi a prendere possesso dell’isola, si insediano a Bonifacio e Calvi, (che diventeranno borghi di lingua ligure) ma, nonostante l’influsso genovese, i locali proseguono nell'utilizzo del toscano illustre come lingua scritta e lingua di cultura. Questo spiega il motivo per cui fino a questo momento in Corsica l'unica lingua utilizzata nelle comunicazioni scritte è stata l'italiano, e prima di esso il latino.

Dal XIX secolo, a seguito dell'annessione alla Francia del 1789, è il francese ad essere adottato come lingua ufficiale soppiantando l'italiano.

Il còrso ha sempre avuto fondamentalmente trasmissione orale, ed è solo in epoca recente che prende piede come lingua scritta, poiché è sempre stato sovrastato dal forte influsso italiano e francese. Il primo testo pubblicato in còrso sono le strofe di U sirinatu di Scappinu nell’opera Dionomachia (1817) di Salvatore Viale (1787-1861). Nella seconda metà dell'Ottocento tra gli altri scritti, significativo è quello di Francesco Domenico Falcucci, il Vocabolario dei dialetti della Corsica e di Santu Casanova (1850-1936) con il primo quotidiano corso A Tramuntana (1896-1914). Evidente in questa fase il problema della normalizzazione dell'ortografia della lingua scritta che occuperà i linguisti còrsi per tutto il XX secolo. Tra gli scrittori del XX secolo che hanno maggiormente contribuito alla normalizzazione del còrso scritto si cita Pascal Marchetti (1925-) autore di Intricciate è cambiarine, del còrso Le corse sans peine/U corsu senza straziu e del dizionario còrso-francese-italiano L'usu corsu.

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